Uccide la moglie gettandola in mare
- Data di pubblicazione:19 Ottobre 1956
- Testata giornalistica:Corriere d’informazione
- Contenuto aggiornato il:28 Maggio 2026
LA FAMIGLIA MALEDETTA
Dopo 10 anni di permanenza nei manicomi giudiziari, Eugenio Cianciotti è giudicato ora dalle Assise di Roma
Roma 19 ottobre, matt.
Dopo circa dieci anni di permanenza in vari manicomi giudiziari, Eugenio Cianciotti, uno dei membri della «famiglia maledetta», dovrebbe comparire stamane in Corte d’assise per rispondere dell’uccisione dell’agricoltore Aldo Plazzi, che conviveva con sua madre, e della propria moglie.
Ora è stato riconosciuto in grado di comparire davanti ai giudici.
Con la complicità del fratellastro Mario Plazzi, il 19 dicembre 1944, il Cianciotti stordì a colpi di zappa l’agricoltore e lo gettò in un pozzo della tenuta «La Vignaccia» a pochi chilometri da Roma.
Il 17 giugno 1945, aiutato dall’altro fratellastro Wallis, annegò nel mare di Ladispoli la moglie Kariklia Iconomopoulos, legandole un tassello di ferro ad un piede e gettandola dalla barca.
Fu allora che venne accusato anche della morte del vecchio.
Nell’inverno del 1951, Eugenio Cianciotti comparve in Corte d’assise: incominciò ad inveire contro i giudici tanto da essere considerato pazzo e rinviato al manicomio di Aversa e poi a quello di Volterra.
I fratelli Mario e Wallis vennero condannati a 18 e 24 anni di reclusione, la madre Apollonia Zanzi, istigatrice della uccisione dell’agricoltore perchè gelosa fu condannata a 21 anni.

