La tragica famiglia Plazzi in Assise d’Appello a Roma
- Data di pubblicazione:4 Giugno 1952
- Testata giornalistica:La Nuova Stampa
- Contenuto aggiornato il:2 Luglio 2026
Roma, 3 giugno.
La famiglia Plazzi, ovvero la «famiglia maledetta» come la ha definita la fantasia popolare, per la seconda volta s’è presentata dinanzi alla giustizia. I tre personaggi — la madre, Apollonia Zanzi e i due figli Wallis e Mario Plazzi — hanno da giocare l’ultima carta per scuotersi di dosso le condanne a 20, a 24 e a 18 anni di reclusione inflitte loro dalla Corte d’Assise per aver ucciso prima un uomo, Aldo Plazzi e, dopo sei mesi, una donna. Unico assente, il maggiore responsabile di questa duplice tragedia: Eugenio Ciancotti rinchiuso al manicomio d’Aversa.
Dei tre chi s’è difeso con maggiore accanimento è stato Wallis Plazzi, un giovane sui trent’anni, che ha sempre negato d’aver ucciso il padre, il vecchio agricoltore Aldo, tranne una volta: quando fu interrogato al Commissariato di P. S. Ma fu «interrogatorio truccato», ha sempre sostenuto — e ieri mattina ha ripetuto — che fu la conseguenza di una droga fattagli bere. Si trattò di una giustificazione alla quale nessuno credette; ma ieri Wallis ha insistito sull’argomento: «Chiedete al medico del carcere e saprete in quali condizioni io sono arrivato dal Commissariato. In questi giorni ho saputo anche il nome dell’infermiere che assisteva alla visita. Interrogatelo: si chiama Mario Troia». E i giudici della Corte d’Appello si sono riservati di prendere una decisione. Hanno invece stabilito di recarsi ad esaminare il luogo dove fu consumato il primo delitto, dove cioè in fondo ad un pozzo fu precipitato il vecchio Plazzi: una tenuta a dieci chilometri circa da Roma sull’Aurelia, «la Vignaccia».
La difesa più lineare è stata quella del più giovane dei tre imputati, Mario Plazzi accusato d’aver soppresso la cognata nelle acque di Ladispoli. Ha confessato ampiamente sostenendo, però, che fu costretto ad aiutare il fratellastro, Eugenio Ciancotti, uomo violento e senza scrupoli, che volle far scomparire, uccidendo la moglie, un testimone pericoloso del primo delitto.
Rassegnata quasi al suo destino è apparsa la madre, Apollonia Zanzi, sul cui capo è rimasta solo l’accusa d’aver istigato i figli ad uccidere l’amante, il vecchio Aldo,
