Confermata la sentenza per la «famiglia maledetta»
Davanti alla suprema corte di cassazione
Roma, 14
La «Suprema Corte di Cassazione ha questa sera posto termine ad uno dei più sconcertanti casi giudiziari del secolo quello detto della «Famiglia maledetta» composta dei fratelli Vallis e Mario Plazzi e dalla loro madre Apollonia Zanzi, sui quali grava la responsabilità di due crimini: l’uccisione del vecchio agricoltore Aldo Plazzi e della greca Kariclia Jconomopoulos.
La sera del 19 dicembre 1944 fu trovato morto Aldo Plazzi, un uomo aitante, vigoroso, pieno di attività e di intelligenza. Commerciando in macchine agricole il Plazzi si era procurato una fortuna valutata prima della guerra ad una settantina di milioni. Il suo cadavere fu scoperto nel fondo di una cisterna in cemento in una tenuta dell’Agro Romano, detta «Vinaccia». In quel luogo solitario il ricco proprietario aveva vissuto un tempo con Apollonia Zanzi, dalla quale aveva avuto tre figli, Vallis, Mario e Filomena, che aveva riconosciuto con il proprio nome. Egli aveva allevato dalla infanzia anche un altro figlio della donna, Eugenio Ciancotti.
Questa eterogenea famiglia non era bastata all’intraprendente agricoltore. Benchè avanzato negli anni si era innamorato della sua segretaria ed aveva avuto da costei altri due figli. La particolare composizione della figliolanza ed i numerosi milioni crearono intorno al Plazzi un intricato nodo di interessi e di timori. Tuttavia quando il vecchio fu trovato morto, si pensò ad una disgrazia; si suppose che il Plazzi fosse caduto mentre si recava a riparare un motore. Sei mesi dopo, il 17 giugno 1945, un ragazzo che faceva il bagno nelle acque di Ladispoli scoprì il cadavere di una giovane con un quadrello di ferro legato alla caviglia. La giovane fu identificata per Kariclia Jconomopoulos, moglie di Eugenio Ciancotti, e si scoprì che costui era stato l’autore dell’assassinio dell’agricoltore e della giovane greca. Nel primo delitto egli si era servito della complicità di Vallis Plazzi e nel secondo di Mario Plazzi. L’istruttoria stabilì che istigatrice dei due delitti era stata la vecchia Zanzi.
Innanzi alle Assise comparvero solo tre personaggi della «famiglia maledetta» essendo stato il maggiore responsabile della tragedia, Eugenio Ciancotti, internato nel manicomio giudiziario di Aversa ed il suo processo di conseguenza stralciato. I magistrati condannarono Vallis Plazzi a 24 anni di reclusione, Mario Plazzi a 18 anni, la madre Apollonia Zanzi a 21 anni. Queste pene furono rispettivamente ridotte dalle Assise di Appello a 20, 12 e 13 anni e 4 mesi; oggi la Cassazione le ha confermate.

