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Colonia Agricola Tamburini

Colonia Agricola Tamburini
Padiglione Tamburini – Archivio Storico Comunale di Volterra, Postunitario, Archivio Luigi Scabia, n. 108. Divieto di ulteriore pubblicazione. Per gentile concessione della famiglia Scabia.

  1. Funzione:
  2. Utilizzo attuale:
    Agriturismo
  3. Altri nomi:
    Tamburini, Colombaie
  4. Stato di conservazione:
    ottimo
  5. Numero di piani:
    2

  • Contenuto aggiornato il:
    6 Dicembre 2025

Storia documentata della colonia agricola e residenziale attiva dal 1916 agli anni Sessanta

Introduzione

La storia del cosiddetto Padiglione Tamburini coincide con quella della Colonia Agricola delle Colombaie, una delle più estese e longeve strutture rurali dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra.

A differenza dei padiglioni clinici, il Tamburini fu sin dalle origini un insediamento agricolo abitato, con funzioni produttive e residenziali, gestito direttamente dall’istituzione e abitato nel tempo da una famiglia di coloni incaricata della cura del bestiame, delle coltivazioni e degli annessi agricoli.

La sua storia si estende per oltre mezzo secolo, dalle prime registrazioni contabili del 1916 fino al censimento edilizio successivo al 1961, che lo riconosce come fabbricato ufficiale dell’ospedale.

1. Origini del podere Colombaie (1916–1920)

L’area delle Colombaie entra nel patrimonio dell’Ospedale Psichiatrico tra il 1916 e il 1920, quando la Congregazione di Carità avvia le trattative per l’acquisto del podere “Le Colombaie” dal sig. Giuseppe Pichi Sermolli, corredate da una perizia di stima.

Da subito il podere viene inserito nella rete agricola dell’ospedale: tra il 1916 e il 1919 compaiono regolarmente nei registri i conti di stima e i conti correnti dei due poderi Colombaie I e Colombaie II, con dati su raccolti, movimento del bestiame, prodotti del pollaio e della conigliera.

Già negli anni Venti le Colombaie risultano essere una colonia agricola attiva, con pollaio, conigliera, apiaria e produzione diversificata.

2. La colonia agricola Colombaie negli anni Venti e Trenta

Fra il 1920 e il 1934 tutte le rendite, le stime e i movimenti contabili delle colonie agricole confermano il ruolo primario delle Colombaie nella produzione interna:

  • Bestiame e terreni a coltivazione diretta
  • Produzione cerealicola
  • Raccolti di ortaggi
  • Gestione del pollame, conigliera e apiario
  • Partecipazione al Consorzio antifillosserico, con vivai e barbatellai documentati nel 1925

Nel 1930 e nel 1934 compare anche la denominazione ufficiale “Colonia agricola Colombaie”, a riprova della forte strutturazione dell’area.

Già nel 1933 è documentata la costruzione di una linea elettrica tra le colonie Morselli e Tamburini, primo riferimento archivistico al nome Tamburini, legato dunque sin da allora alle attività agricole delle Colombaie.

3. La trasformazione del 1949: la nascita formale della Colonia Tamburini

Il 1949 rappresenta un passaggio decisivo. Un articolato fascicolo tecnico, firmato dal geom. Orazio Colivicchi, descrive i “Lavori di riduzione a case coloniche” degli annessi agricoli di tre colonie: Morselli (Caggio), Tamburini in località Colombaie e Tamburini in località Pallaio.

Per la Colonia Tamburini alle Colombaie il fascicolo contiene:

  • computo metrico estimativo
  • preventivo di spesa
  • disegni tecnici dell’edificio
  • capitolato d’appalto
  • analisi dei prezzi
  • relazione tecnica
  • contabilità dei lavori dal 1949 al 1954
  • ulteriore relazione del 1957 sui ricoveri per il bestiame

Da questi documenti emerge in modo chiaro che:

  • La colonia Tamburini non nasce nel 1949: viene ristrutturata.
    Esistevano già edifici colonici, annessi agricoli e ricoveri per bestiame.
  • Le trasformazioni mirano a creare vere e proprie unità poderali.
    Lo conferma un secondo progetto dello stesso anno, che prevede la costruzione di cinque unità poderali a Caggio, Colombaie e Pallaio, segno di una riorganizzazione complessiva dei poderi.

4. Una colonia agricola abitata: la famiglia dei coloni

Una delle testimonianze più importanti emerse dai documenti è la descrizione delle colonie come luoghi abitati.

La colonia Colombaie ospitava:

  • cucina,
  • camere,
  • spazi residenziali per i coloni.

Era collegata alla colonia di Pallaio, che comprendeva invece:

  • stalle,
  • depositi,
  • annessi agricoli,
  • strutture per il bestiame.

Le due parti formavano un’unica grande unità agricola, abitata da una numerosa famiglia di coloni, incaricata della gestione del fondo, degli animali e delle attività rurali.

Questa informazione, confermata anche dalla consegna del vitto centrale alle colonie Tamburini e Tanzi nel 1956, dimostra che il Tamburini era un luogo di vita quotidiana, non un padiglione vuoto o utilizzato solo saltuariamente.

5. Le infrastrutture tecniche (1933–1959)

La colonia Tamburini/Colombaie fu costantemente oggetto di investimenti tecnici:

Linee elettriche

  • 1933: linea elettrica Morselli–Tamburini
  • 1954–1956: costruzione della nuova linea elettrica Caggio–Colombaie (geom. Mauro Allegri)

Impianti idrici e irrigazione

  • 1952: impianto di sollevamento acqua per il reparto Colombaie
  • 1961: domanda di contributo per impianto di irrigazione per scorrimento

Viabilità interna

  • 1959: cottimo per la manutenzione della strada Caggio – Colombaie – Tignamica

Questi interventi mostrano che la colonia Tamburini era integrata nel reticolo tecnico dell’ospedale, al pari dei padiglioni clinici.

6. Dal 1949 al 1961: una colonia in piena attività

Fra gli anni Cinquanta e Sessanta, i documenti parlano chiaramente di:

  • lavori di ristrutturazione,
  • ricoveri per bestiame,
  • attività zootecniche,
  • rendiconti agricoli continui,
  • personale residente,
  • fornitura di pasti dalla cucina centrale,
  • manutenzione delle infrastrutture.

Nel censimento edilizio successivo al 1961, appare il fabbricato:

n. 52 – Colombaie

Si tratta dell’edificio erede della colonia agricola Tamburini, ormai riconosciuto come fabbricato ufficiale del complesso manicomiale accanto a padiglioni importanti come Sarteschi, Tanzi, Morselli e Ferri.

Conclusione

Il Padiglione Tamburini, più propriamente definito Colonia Agricola Tamburini delle Colombaie, non fu mai un padiglione clinico nel senso tradizionale. Nato come podere agricolo agli inizi del Novecento, si trasformò nel tempo in una colonia rurale abitata, dotata di edifici propri, cucine, camere, ricoveri per bestiame, strutture agricole e servizi essenziali.

Per oltre cinquant’anni fu:

  • un luogo di vita,
  • un centro produttivo fondamentale,
  • una parte essenziale dell’economia interna dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra,
  • un nodo tecnico collegato a Caggio, Pallaio e Tignamica.

Oggi la sua storia, ricostruita grazie alle ricerche, permette di restituire dignità e complessità a uno degli spazi più dimenticati dell’intero complesso manicomiale.

Testo in aggiornamento


Questo contenuto è stato aggiornato il 6 Dicembre 2025