Padiglione Mingazzini (ex De Giovanni)
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Data di costruzione:
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Funzione:
Reparto Chirurgia e Ortopedia
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Altri nomi:De Giovanni, Mingazzini, Infermeria donne
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Stato di conservazione:buono
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Numero di piani:2
Padiglione Mingazzini (ex De Giovanni)
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Contenuto aggiornato il:4 Dicembre 2025
L’infermeria femminile costruita tra il 1928 e il 1931

1. Origine e progetto (1928–1929)
Il padiglione De Giovanni nasce come nuova infermeria femminile dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra. Il progetto viene approvato nel 1928 e prevede, in origine, un edificio a un solo piano articolato in tre corpi: un corpo centrale destinato ai servizi sanitari e due corpi laterali simmetrici adibiti a dormitori, affacciati su cortili separati e recintati per il movimento delle degenti.
La documentazione tecnica dell’epoca lo definisce esplicitamente come “Infermeria donne De Giovanni” ed evidenzia come questo intervento si inserisca in un più ampio programma di rinnovamento dell’area superiore del manicomio, volto a migliorare le condizioni igieniche e assistenziali delle pazienti.
Nel 1929 viene approvata una modifica importante al progetto: l’intero edificio viene sopraelevato, ottenendo così un secondo piano. Questa scelta consente di aumentare i posti letto e di ricavare locali aggiuntivi per servizi e sorveglianza, senza alterare l’impianto planimetrico già definito.
2. Costruzione e completamento (1930–1931)
I lavori di costruzione procedono in modo relativamente rapido. Le carte amministrative registrano il completamento della struttura muraria e delle principali opere tra il 1930 e l’inizio del 1931, con la consegna ufficiale dell’edificio come nuova infermeria femminile del complesso.
Fin dall’apertura, il padiglione De Giovanni rappresenta uno degli edifici più moderni dell’ospedale: camere e camerate ariose con grandi finestre, locali per medicazioni e isolamento sanitario, collegamenti interni razionali e spazi di servizio pensati per il personale infermieristico.
La posizione rialzata e l’organizzazione interna rispondono ai criteri di separazione e controllo propri del modello manicomiale del primo Novecento, ma al tempo stesso introducono standard più elevati sul piano igienico e funzionale rispetto ai reparti più antichi.
3. Dal nome “De Giovanni” al nome “Mingazzini”
Nei documenti successivi agli anni Trenta il padiglione inizia a comparire anche con la denominazione di “Mingazzini”. Le carte tecniche e descrittive dell’ospedale lo indicano infatti come “Infermeria donne (De Giovanni, poi Mingazzini)”, a testimonianza di un cambio di intitolazione intervenuto dopo la costruzione.
Per chiarezza verso il lettore e per rispetto delle fonti, è opportuno utilizzare la forma completa “Padiglione De Giovanni (poi Mingazzini)”: in questo modo si mantiene memoria della denominazione originaria e si segnala il successivo rinvio alla figura del neurologo Giovanni Mingazzini.
È altrettanto importante ricordare che questo padiglione non va confuso con la Colonia agricola Mingazzini, struttura distinta, situata in area rurale e legata alle attività ergoterapiche. Le due architetture hanno posizione, funzione e storia differenti.
4. Collocazione nel complesso e rapporto con il corpo centrale
Il padiglione De Giovanni è collocato nel settore alto del complesso manicomiale e rappresenta il primo elemento di una nuova area progettata in modo unitario. A nord si trova l’infermeria femminile De Giovanni (poi Mingazzini), al centro il cosiddetto corpo centrale con funzioni tecniche e sanitarie, a sud il padiglione Baccelli, costruito in seguito come edificio gemello destinato agli uomini.
Il De Giovanni è dunque il primo tassello di una composizione simmetrica: la realizzazione del corpo centrale e, infine, del Baccelli completa un insieme di tre edifici collegati, pensato per concentrare le funzioni infermieristiche e sanitarie in un’unica area del manicomio.
Corridoi coperti e percorsi interni garantivano la comunicazione fra i padiglioni e il corpo centrale, permettendo il trasferimento rapido delle pazienti per medicazioni, accertamenti diagnostici e interventi.
5. Funzione sanitaria e tipologia di degenti
In quanto infermeria femminile, il padiglione ospitava in primo luogo pazienti donne con bisogni sanitari specifici: casi in osservazione, degenti con patologie somatiche associate al disturbo psichico, situazioni che richiedevano monitoraggio più attento e cure mediche più frequenti rispetto ai reparti ordinari.
La vicinanza e il collegamento diretto con il corpo centrale, sede di gabinetti scientifici e sale operatorie, rendevano questo padiglione un nodo essenziale nell’organizzazione clinica del manicomio, soprattutto nel periodo in cui si sviluppano le pratiche diagnostiche e terapeutiche più invasive.
Nel corso dei decenni, il De Giovanni (poi Mingazzini) ha mantenuto prevalentemente il ruolo di reparto femminile, adattandosi alle diverse esigenze organizzative e ai mutamenti della psichiatria, fino alle trasformazioni della seconda metà del Novecento.
