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Corpo centrale

Gabinetti Scientifici e Sale Operatorie

Corpo centrale
Il cosiddetto Corpo centrale, collocato tra il padiglione Mingazzini (a nord) e il Baccelli (a sud), collegato a entrambi da corridoi coperti.

  1. Data di costruzione:
    1935
  2. Funzione:

    Biblioteca, Gabinetti scientifici, Sale operatorie, Locali di servizio tra le due infermerie

  3. Altri nomi:
    Corpo centrale, Padiglione Gabinetti Scientifici e Sale Operatorie, Laboratori Scientifici
  4. Stato di conservazione:
    buono
  5. Numero di piani:
    2

  • Contenuto aggiornato il:
    4 Dicembre 2025

Il blocco che unisce i padiglioni Mingazzini e Baccelli

Corpo centrale
Il cosiddetto Corpo centrale, collocato tra il padiglione Mingazzini (a nord) e il Baccelli (a sud), collegato a entrambi da corridoi coperti.

1. Origine e denominazioni

Con il nome di Corpo centrale viene indicata la costruzione che si colloca fra il padiglione Baccelli, a sud, e il padiglione Mingazzini, a nord, con i quali è fisicamente collegata. Nei documenti tecnici e amministrativi dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra l’edificio compare anche con la denominazione di padiglione per Gabinetti Scientifici e Sale Operatorie e, più sinteticamente, come Laboratori scientifici.

Si tratta di un blocco architettonico pensato fin dall’origine come elemento di raccordo tra le due infermerie gemelle per uomini e donne, costruite negli stessi anni, e come sede delle funzioni sanitarie più specialistiche dell’istituto.

2. Progetto e costruzione (fine anni Venti – 1935)

La Storia iconografica dell’ospedale colloca l’avvio della costruzione del Corpo centrale alla fine degli anni Venti, in parallelo con il completamento delle infermerie De Giovanni/Mingazzini e Baccelli. L’edificio viene poi progettato formalmente come padiglione per Gabinetti Scientifici e Sale Operatorie, con un appalto specifico affidato alla Società Cooperativa “Solidarietà e Lavoro” di Volterra.

I documenti dell’Ufficio Tecnico riportano l’avvio dei lavori nel 1933 e il loro completamento con collaudo nel 1935. Da un punto di vista cronologico, il Corpo centrale si inserisce dunque nella grande fase di espansione edilizia degli anni Trenta, che porta alla definizione di un nuovo asse sanitario dell’ospedale psichiatrico.

Dal punto di vista volumetrico, l’edificio si sviluppa su più livelli, raccordando le quote dei due padiglioni laterali e permettendo una distribuzione razionale degli spazi interni destinati alle attività mediche e di ricerca.

3. Biblioteca, laboratori scientifici e sale operatorie

In origine il Corpo centrale nasce per ospitare tre funzioni principali:

  • la biblioteca dell’istituto, destinata al personale medico e tecnico;
  • i laboratori scientifici, dove venivano eseguiti esami e indagini di laboratorio;
  • le sale operatorie, necessarie per gli interventi chirurgici e le pratiche più invasive sul piano sanitario.

La scelta di concentrare queste funzioni nel blocco intermedio tra le due infermerie risponde all’esigenza di avere un polo tecnico facilmente raggiungibile dai reparti di degenza: i corridoi coperti garantivano il trasferimento delle pazienti e dei pazienti senza l’esposizione all’esterno e con percorsi controllati.

Il Corpo centrale diventa così una sorta di “cerniera sanitaria” dell’ospedale: da un lato collegato all’infermeria femminile Mingazzini (ex De Giovanni), dall’altro all’infermeria maschile Baccelli, al centro le strutture dedicate alla diagnostica e alla chirurgia.

4. Il rapporto con i padiglioni Mingazzini e Baccelli

Dal punto di vista urbanistico, il Corpo centrale completa la composizione simmetrica costituita da:

  • Padiglione Mingazzini (ex De Giovanni), infermeria femminile;
  • Padiglione Baccelli, infermeria maschile gemella;
  • Corpo centrale, blocco tecnico-sanitario interposto fra i due.

I tre edifici formano un insieme unitario, progettato con criteri omogenei e collegato da percorsi interni. Le infermerie assicurano la degenza e l’osservazione clinica, mentre il Corpo centrale concentra le funzioni di supporto scientifico, diagnostico e operatorio, rendendo più efficiente la gestione dei casi più complessi.

Questo impianto riflette l’evoluzione della psichiatria del periodo, sempre più intrecciata con la medicina interna, la neurologia e le pratiche chirurgiche, e testimonia la volontà di dotare l’ospedale psichiatrico di strumenti tecnici comparabili a quelli dei grandi ospedali civili.

5. Trasformazioni nel secondo Novecento

Nel corso del secondo dopoguerra il Corpo centrale continua a svolgere funzioni sanitarie e di laboratorio, adattandosi ai cambiamenti dell’organizzazione interna dell’ospedale. Le fonti ricordano in particolare una importante ristrutturazione nel 1974, realizzata nell’ambito della cosiddetta “nuova Medicina”, che aggiorna gli spazi e gli impianti per adeguarli alle esigenze della pratica clinica di quegli anni.

Come molti altri edifici del complesso, anche il Corpo centrale risente poi della progressiva dismissione del manicomio, avviata con le riforme psichiatriche della seconda metà del Novecento, fino all’abbandono del complesso come struttura psichiatrica.


Questo contenuto è stato aggiornato il 4 Dicembre 2025
Corpo centrale