Passa al contenuto principale

Padiglione Chiarugi

Padiglione Chiarugi
Padiglione chiarugi 1968 - Padiglione Chiarugi
il Padiglione Chiarugi 1968 ©FamigliaMazzei

  1. Data di costruzione:
    1937
  2. Anno di abbandono:
    1973
  3. Funzione:

    Sezione femminile (1935 – 1944)

    Uso emergenziale bellico (Pazienti criminali e Sfollati) (1944 – 1945)

    Istituto per la Rieducazione dei Minorenni (1949 – 1973)

  4. Utilizzo attuale:
    Abbandonato
  5. Altri nomi:
    Istituto per la Rieducazione dei Minorenni
  6. Stato di conservazione:
    pessimo
  7. Numero di piani:
    4
  8. Superficie:
    8.124 m²
  9. Altezza:
    20 m

  • Contenuto aggiornato il:
    3 Giugno 2026

Il Padiglione Chiarugi rappresenta uno degli edifici più imponenti e complessi dell’ex Ospedale Psichiatrico di Volterra. Spesso confuso con il nucleo originario situato nell’ex convento di San Girolamo, questa struttura fu in realtà concepita ex novo durante la grande stagione edilizia degli anni Trenta per modernizzare l’assistenza e decongestionare i reparti storici.

Progettazione e architettura d’avanguardia

Il progetto del padiglione, redatto nel 1935 dall’architetto Bruno Colivicchi e dal geometra Orazio Colivicchi, rispondeva ai più moderni criteri della psichiatria dell’epoca. Situato in una posizione panoramica a nord del Padiglione Bianchi, l’edificio fu costruito dalla Società Cooperativa Solidarietà e Lavoro di Volterra.

A differenza delle vecchie strutture, il Chiarugi presentava soluzioni innovative per la sicurezza: le finestre, ampie e luminose, non avevano le classiche inferriate esterne, ma erano protette da trabecolature interne in ferro che garantivano la custodia senza gravare sulla dignità estetica della facciata. Inizialmente, la sua funzione era quella di sezione femminile destinata a donne agitate e semiagitate.

Il Padiglione Chiarugi durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante il conflitto bellico, il padiglione visse i momenti più drammatici della sua storia. Già tra il 1943 e il 1944, una sezione della struttura era stata adibita a ospedale per militari infermi.

La Battaglia di Volterra (Luglio 1944)

Il ruolo del Chiarugi divenne vitale durante la “Battaglia di Volterra” (1-9 luglio 1944). Poiché il Padiglione Ferri, situato più in alto, era diventato un bersaglio facile per l’artiglieria, la mattina del 4 luglio la Direzione Sanitaria ordinò il trasferimento d’urgenza di 400 pazienti criminali proprio al Chiarugi. Essendo situato a un livello altimetrico inferiore e in posizione meno esposta, fu considerato il luogo più sicuro dell’intera cittadella per proteggere i degenti dal cannoneggiamento.

Il rifugio per gli sfollati

Al termine dei combattimenti, tra il dicembre 1944 e il giugno 1945, l’edificio cambiò nuovamente volto: fu infatti requisito dall’ECA (Ente Comunale di Assistenza) per dare riparo alle famiglie di sfollati che avevano perso la casa a causa della guerra.

L’Istituto Rieducazione Minorenni: un capitolo separato

Nel dopoguerra, precisamente a partire dal maggio 1949, il Padiglione Chiarugi (insieme al Bianchi) cessò di ospitare pazienti psichiatrici adulti per diventare la sede dell’Istituto per la Rieducazione dei Minorenni.

È importante precisare che, sebbene situato fisicamente all’interno della cittadella e amministrato inizialmente dal medesimo Consiglio degli Istituti Ospedalieri di Volterra, l’istituto per minori non faceva parte giuridica dell’ospedale psichiatrico. Nel 1967 l’immobile fu formalmente donato all’ente morale dedicato ai minori, con una clausola di ritorno che prevedeva la restituzione della proprietà qualora l’attività educativa fosse cessata. Questa fase storica si concluse definitivamente nel 1973.

L’ultima vita: le associazioni e i graffiti degli anni ’90

Dopo la chiusura dell’esperienza minorile e il successivo processo di deospedalizzazione, il padiglione è tornato nella proprietà degli Istituti Ospedalieri di Volterra. Negli anni ’90, l’edificio ha vissuto un’ultima e vivace stagione diventando la sede di numerose associazioni locali di Volterra.

È proprio a quest’ultimo periodo di utilizzo sociale che risalgono i graffiti e i segni colorati che ancora oggi si possono scorgere sulle pareti delle stanze e dei corridoi. Queste testimonianze visive raccontano il tempo in cui il Chiarugi si era trasformato in un laboratorio di attività culturali e di volontariato della città, prima della sua definitiva chiusura.

Stato attuale e decadenza

Oggi il Padiglione Chiarugi versa in un pesante stato di abbandono e degrado strutturale. L’edificio è chiuso e dichiarato inagibile a causa delle pessime condizioni di stabilità che ne minacciano la conservazione.

La situazione è diventata critica al punto che il tetto ha iniziato a crollare, segnando il progressivo cedimento di questo gigante del passato. Attualmente appare come una rovina silenziosa, custode di un passato stratificato che intreccia psichiatria, emergenza bellica, giustizia minorile e vita associativa volterrana.

Esterni del padiglione Chiarugi

Interni del padiglione Chiarugi

Graffiti del padiglione Chiarugi

Sezione in allestimento


Questo contenuto è stato aggiornato il 3 Giugno 2026
Padiglione Chiarugi