Padiglione Morselli
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Data di costruzione:1926
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Anno di abbandono:Anni 80
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Funzione:
Padiglione destinato ai ricoverati addetti al lavoro agricolo all’interno della colonia di Caggio.
Comprendeva alloggi, cucina, refettorio, locali di servizio e la casa del medico.
Faceva parte integrante del sistema delle colonie agricole del Frenocomio di San Girolamo. -
Utilizzo attuale:Edificio non più utilizzato dal manicomio; fuori uso dopo la dismissione delle colonie agricole.
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Luogo:Caggio
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Altri nomi:Caggio, Colonia agricola di Caggio, Colonia agricola Morselli, Casa colonica Morselli
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Stato di conservazione:pessimo
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Numero di piani:2
Padiglione Morselli
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Contenuto aggiornato il:19 Novembre 2025
Il Padiglione Morselli, noto anche semplicemente come Caggio dalla località in cui sorge, è uno dei tasselli più significativi del sistema delle colonie agricole legate all’ex Ospedale Psichiatrico di Volterra. Costruito negli anni Venti del Novecento, rappresenta il volto rurale del manicomio: un luogo dove i degenti lavoravano la terra, vivevano in una struttura decentrata e contribuivano in modo concreto al sostentamento dell’istituto.

Archivio Storico Comunale di Volterra, Postunitario, Archivio Luigi Scabia, n. 108.
Divieto di ulteriore pubblicazione.
Per gentile concessione della famiglia Scabia.
Inquadramento e localizzazione
Il Padiglione Morselli si trova in località Caggio, in posizione decentrata rispetto al nucleo murato del Frenocomio di San Girolamo. Non si tratta dunque di un padiglione interno al complesso principale, ma di una struttura agricola esterna, inserita nel sistema dei poderi e delle colonie che circondavano l’istituto.
Nella documentazione storica la colonia di Caggio è descritta come una vera e propria colonia agricola, formata da alloggi per ammalati, cucina, refettorio e annessi rurali. All’interno di questo contesto prende forma il Padiglione Morselli, destinato a ospitare i ricoverati addetti ai lavori nei campi e nelle stalle.

Archivio Storico Comunale di Volterra, Postunitario, Archivio Luigi Scabia, n. 108.
Divieto di ulteriore pubblicazione.
Per gentile concessione della famiglia Scabia.
La nascita del Padiglione Morselli (1926)
La costruzione del Padiglione Morselli risale al 1926, durante la direzione di Luigi Scabia, in una fase di forte espansione edilizia e organizzativa dell’ospedale psichiatrico di Volterra. In quell’anno, in località Caggio, viene avviata la costruzione di un nuovo padiglione destinato ai ricoverati addetti alla colonia agricola.
Le fonti tecniche descrivono il Morselli come un edificio inserito in un complesso a corte di annessi agricoli, con una casa per il medico che seguiva i degenti sul posto. Questo impianto riflette l’idea di una struttura autonoma, capace di coniugare funzioni abitative, assistenziali e produttive all’interno di un’unica organizzazione agricola.

Archivio Storico Comunale di Volterra, Postunitario, Archivio Luigi Scabia, n. 108.
Divieto di ulteriore pubblicazione.
Per gentile concessione della famiglia Scabia (proprietaria dell’archivio).
Architettura e funzioni della colonia agricola
Dal punto di vista architettonico, il Padiglione Morselli è parte di un sistema rurale strutturato a corte, con edifici abitativi per i ricoverati e annessi agricoli destinati alla lavorazione della terra e alla gestione del bestiame. La colonia di Caggio è descritta come dotata di alloggi, cucina e refettorio, elementi che ne sottolineano la natura di insediamento agricolo stabile e organizzato.
Attorno al padiglione vero e proprio si sviluppano spazi dedicati a:
- stalle e ricoveri per il bestiame;
- magazzini per attrezzi e prodotti agricoli;
- locali di servizio per la preparazione dei pasti e la vita quotidiana dei ricoverati;
- la casa del medico, elemento che ribadisce il legame costante con l’istituzione psichiatrica.
L’impostazione complessiva è quella di una fattoria organizzata, in cui il lavoro dei malati è pensato come parte integrante del progetto terapeutico e, allo stesso tempo, come supporto concreto alla autosufficienza economica e alimentare dell’ospedale.
Il Padiglione Morselli nel sistema delle colonie agricole
Il Morselli non è un edificio isolato, ma fa parte di un più ampio sistema di colonie agricole sviluppato a partire dalla fine dell’Ottocento e potenziato negli anni di direzione di Scabia. Questo sistema comprende poderi e colonie in diverse località, dove i degenti selezionati venivano inseriti in un regime di lavoro agricolo regolato.
La centralità dell’area di Caggio è evidenziata anche dalle relazioni tecniche dell’epoca: la zona è collocata in posizione favorevole rispetto ai terreni lavorativi della colonia Morselli e di altri poderi, ed è a distanza contenuta dal complesso principale, così da poter usufruire dei servizi generali dell’ospedale.
Un elemento importante è il rapporto con il Poggio alle Croci: quando viene progettato il grande Padiglione Charcot, pensato per la colonia agricola femminile, la documentazione sottolinea come tutti gli annessi indispensabili per le attività agricole fossero già presenti nella colonia Morselli, situata a breve distanza. Questo conferma il ruolo del Morselli come nucleo agricolo già attivo e strutturato, capace di sostenere lo sviluppo di nuovi padiglioni.
Ampliamenti e interventi tra le due guerre
Negli anni successivi alla costruzione, il Padiglione Morselli e la colonia agricola di Caggio sono oggetto di interventi di ampliamento. All’inizio degli anni Trenta la documentazione tecnica registra un vero e proprio “Progetto di ampliamento della Colonia agricola Morselli (Caggio)”, con relazione, disegni, analisi dei prezzi e preventivo di spesa.
Questi lavori si collocano nel più ampio programma di consolidamento e potenziamento delle strutture agricole dell’ospedale: vengono migliorati gli spazi destinati ai ricoverati, aggiornati gli annessi rurali, resi più funzionali i percorsi e i collegamenti con gli altri poderi e con il complesso principale.
La guerra, i danni bellici e il dopoguerra
Come molte strutture dell’ospedale psichiatrico di Volterra, anche il Padiglione Morselli risente in modo diretto delle conseguenze della Seconda guerra mondiale. I bombardamenti del luglio 1944 causano danni a una larga parte dei padiglioni e degli edifici collegati all’istituto.
La documentazione dell’Ufficio tecnico indica che, nel dopoguerra, il Morselli rientra tra gli edifici per i quali vengono programmati e seguiti interventi di ristrutturazione, insieme ad altri padiglioni significativi. Questo dato conferma che, nonostante i danni, la colonia agricola di Caggio continua a essere considerata parte integrante del patrimonio edilizio e funzionale dell’ospedale.
Declino e stato di conservazione
Con il progressivo ridimensionamento del manicomio e il mutare dell’assistenza psichiatrica nella seconda metà del Novecento, le colonie agricole perdono gradualmente la loro funzione originaria. Il Padiglione Morselli e le strutture di Caggio entrano in una fase di progressivo abbandono.
In uno studio tecnico sul complesso ospedaliero, alla data di fine Novecento – inizio Duemila il Padiglione Morselli (loc. Caggio) viene classificato in stato di conservazione “pessimo”, insieme ad altri edifici ormai fuori uso. Si tratta di una condizione che rispecchia il lungo periodo di mancata manutenzione e la fine delle attività agricole storicamente legate al manicomio.
Perché “Morselli”?
Il nome del padiglione rimanda con ogni probabilità alla figura di Enrico Morselli, uno dei più importanti psichiatri italiani tra Otto e Novecento, maestro di Luigi Scabia alla Clinica Psichiatrica di Genova. L’archivio storico conserva tracce del rapporto tra i due, tra cui fotografie e cartoline che attestano una relazione professionale e umana significativa.
L’intitolazione del padiglione a Morselli si inserisce in una scelta più ampia: a Volterra, Scabia dedica vari padiglioni a psichiatri, neurologi e scienziati di riferimento, costruendo così una vera e propria mappa di nomi che racconta, attraverso l’architettura, la cultura psichiatrica del tempo.
