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Fotografie ex manicomio di Volterra – Il progetto di Nico Rossi (2017)

Ambiente di servizio piastrellato con lavabi e una finestra ad arco nell’ex manicomio di Volterra, illuminato dalla luce naturale; fotografia analogica di Nico Rossi, 2017.
Un ambiente di servizio con lavabi fissati alle pareti piastrellate, illuminato dalla luce naturale che entra da una finestra ad arco. Le superfici consumate e i detriti sul pavimento testimoniano il passare del tempo negli spazi dell’ex manicomio di Volterra.

Progetto fotografico di Nico Rossi nel padiglione Charcot (2017)

Le fotografie ex manicomio di Volterra realizzate da Nico Rossi nel 2017 documentano una fase ormai scomparsa del Padiglione Charcot, allora ancora in parte accessibile. Un progetto interamente analogico che utilizza la pellicola per indagare luce, materia e memoria degli spazi.

Fotografie ex manicomio di Volterra: corridoio interno illuminato da una finestra con grata, con superfici scrostate e detriti sul pavimento; fotografia analogica del 2017.
Un corridoio interno illuminato dalla luce che entra attraverso una finestra con grata. Le superfici scrostate e i detriti sul pavimento raccontano le trasformazioni avvenute negli anni successivi alla chiusura.

Il progetto fotografico nel Padiglione Charcot

Nel 2017 il fotografo Nico Rossi ha realizzato un lavoro interamente dedicato agli spazi dell’ex manicomio di Volterra, concentrandosi in particolare sul Padiglione Charcot, all’epoca ancora in parte accessibile. Queste fotografie ex manicomio di Volterra sono state realizzate esclusivamente su pellicola, con sviluppo e stampa analogici, per indagare la memoria dei luoghi attraverso la materia stessa dell’immagine.

Oggi il Padiglione Charcot si trova in una fase avanzata di degrado ed è non accessibile. Le fotografie di Rossi documentano quindi uno stato intermedio dell’edificio, ormai superato, e costituiscono una testimonianza preziosa della sua condizione al momento dello scatto. Per chi desidera conoscere meglio il complesso, è possibile informarsi sulle visite guidate al manicomio di Volterra.

Fotografie ex manicomio di Volterra: ampia stanza illuminata da due grandi finestre ad arco, con intonaco scrostato e pavimento coperto di detriti; fotografia analogica 2017.
Una grande stanza illuminata da due finestre ad arco. Le pareti scrostate e i detriti sul pavimento restituiscono la dimensione architettonica del padiglione e il passare del tempo sulle sue superfici.

Fotografie ex manicomio di Volterra: pellicola, luce e materia

La scelta della pellicola non è soltanto tecnica, ma anche concettuale. La grana, le piccole imperfezioni, il contrasto tra neri profondi e alte luci contribuiscono a rendere visibili i segni del tempo impressi sulle superfici: intonaci che si sfogliano, piastrelle consumate, pavimenti che trattengono impronte e frammenti di oggetti. Chi conosce la fotografia analogica riconosce in queste immagini il ruolo decisivo del supporto materiale nel modo in cui la memoria viene registrata.

Fotografie ex manicomio di Volterra: ambiente di servizio piastrellato con lavabi e una finestra ad arco, illuminato dalla luce naturale; fotografia analogica di Nico Rossi, 2017.
Un ambiente di servizio con lavabi fissati alle pareti piastrellate, illuminato dalla luce naturale che entra da una finestra ad arco. La luce definisce i volumi e mette in risalto la materia dei rivestimenti.

La luce naturale è l’unico elemento scenico. Entra dalle finestre e dalle aperture ancora praticabili, attraversa corridoi e stanze, si riflette sulle piastrelle bianche e sulle superfici abrase. Non c’è messa in scena: le immagini registrano ciò che è rimasto, senza aggiunte né ricostruzioni.

Oggetti residui e tracce di interventi successivi

In alcune fotografie compaiono oggetti residui, legati a usi successivi del padiglione e a piccole installazioni artistiche realizzate negli anni dell’abbandono. Non sono elementi pensati per la scena, ma frammenti che testimoniano come questi spazi siano stati attraversati anche dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico.

Stanza dell’ex manicomio di Volterra con una sedia illuminata dalla luce radente e i resti di un manichino in un angolo; scritta a vernice sul muro e superfici deteriorate; fotografia analogica 2017.
Una stanza illuminata dalla luce radente che entra dalla finestra sbarrata. Al centro una sedia solitaria, mentre in un angolo restano i frammenti di un manichino utilizzato in una piccola installazione artistica realizzata negli anni dell’abbandono.
Stanza dell’ex manicomio di Volterra con pavimento ricoperto di detriti e i resti di un manichino, tra cui una giacca abbandonata, in un ambiente deteriorato; fotografia analogica 2017.
Una stanza con pavimento ingombro di detriti e una giacca abbandonata, probabilmente parte dei resti di un manichino di una vecchia installazione. Le superfici deteriorate sottolineano la lunga esposizione del padiglione al tempo e agli agenti atmosferici.

I segni sulle superfici

Altre immagini si concentrano sui segni lasciati sulle superfici: scritte, impronte di vernice, tracce grafiche apparse nel periodo post-istituzionale. Anche questi interventi spontanei sono parte della storia recente del luogo e vengono registrati senza giudizio, come strati ulteriori di memoria.

Angolo di una stanza dell’ex manicomio di Volterra con intonaco scrostato e segni neri colati come lettere sulla parete, illuminato da una fascia di luce; fotografia analogica 2017.
L’angolo di una stanza con l’intonaco completamente scrostato e segni neri tracciati con vernice colata, simili a lettere. La luce mette in risalto la stratificazione del tempo sullo strato murario.
Vetro di una porta interna nell’ex manicomio di Volterra con impronta di mano tracciata con vernice, intervento spontaneo comparso negli anni successivi alla chiusura; fotografia analogica 2017.
Il vetro di una porta con l’impronta di una mano tracciata con vernice: un intervento spontaneo apparso nel periodo successivo alla chiusura, che si aggiunge ai segni accumulati nel tempo sugli spazi del padiglione.
Porta con vetro danneggiato e impronta di mano realizzata con vernice scura in un ambiente dell’ex manicomio di Volterra; fotografia analogica 2017.
Una porta con il vetro danneggiato e un’impronta di mano realizzata con vernice scura: uno dei segni comparsi negli anni successivi all’abbandono dell’edificio.
Corridoio buio che conduce a un piccolo locale di servizio con WC e graffiti sulle piastrelle nell’ex manicomio di Volterra; fotografia analogica 2017.
Un corridoio in ombra conduce a un piccolo locale di servizio, dove le piastrelle sono state ricoperte da graffiti comparsi negli anni successivi all’abbandono dell’edificio.

Uno sguardo documentario, non sensazionalistico

Il valore delle fotografie ex manicomio di Volterra non risiede nella spettacolarizzazione dell’abbandono, ma nella cura documentaria con cui registrano lo stato del Padiglione Charcot nel 2017. Il progetto di Nico Rossi non cerca l’estetizzazione del degrado né la costruzione di atmosfere sensazionalistiche: l’attenzione è rivolta alla realtà fisica degli spazi, alla loro storia e ai diversi strati che il tempo ha depositato su muri, pavimenti, infissi.

In questo modo, le immagini contribuiscono a restituire dignità a un luogo complesso come l’ex manicomio di Volterra, evitando semplificazioni e letture superficiali. Le fotografie ex manicomio di Volterra realizzate da Nico Rossi nel 2017 diventano così uno strumento di memoria, documentando una fase ormai scomparsa del Padiglione Charcot e rendendola nuovamente disponibile alla riflessione collettiva.